Mettersi a dieta….. una questione di testa!

Mangiare, non è solo  introdurre nutrienti ma anche rispondere ed esprimere complesse esigenze di natura psicologica. Il piatto non si compone solamente di proteine, grassi, carboidrati e vitamine ma di emozioni, ricordi, pensieri. Spesso il desiderio di mangiare non dipende da fattori fisiologici, come il livello di zuccheri nel sangue, ma sta nella nostra mente. A volte mangiamo per gratificarci, altre volte perché ci sentiamo annoiati o tristi. Il sovrappeso può essere letto così come risultato di comportamenti alimentari messi in atto per compensare stati emotivi, ovvero la compensazione di  bisogni trascurati.

Ormai sempre più ricerche dimostrano che la dieta da sola spesso non è sufficiente per raggiungere e mantenere nel tempo gli obiettivi in termini di perdita di peso.

Dimagrire è prima di tutto una questione di pensieri e di emozioni, infatti  quando proviamo emozioni come soddisfazione, eccitazione, passione il nostro organismo libera  le endorfine, sostanze che  ci fanno sentire pieni di vita e di energia  e la voglia di riempirsi in altro modo viene meno. La neurofisiologia ha scoperto una zona nel cervello preposta a mantenere costante il livello di dopamina, il mediatore del benessere. Quando siamo svuotati di piacere , ci sentiamo stressati, abbiamo sensazioni di malinconia, frustrazione e pensieri negativi , i livelli di dopamina si abbassano e si alza il livello dell’ormone dello stress, il cortisolo, che facilmente ci stimola a ricercare piacere e  compensare mangiando, soprattutto cibi ipercalorici.  Le emozioni quindi ci spingono verso i comfort food, i cibi-coccola: mangiare per zittire ansia o stress a lungo termine determina un aumento di peso in modo poco consapevole.

Per perdere peso è dunque fondamentale attivare la consapevolezza del proprio comportamento alimentare, riconoscere e affrontare le proprie emozioni e i pensieri disfunzionali che sottostanno a tali emozioni e comportamenti per  disinnescare gli stimoli emotivi che  portano all’abbuffata.

Con queste premesse il  team Edera attua un modello terapeutico  che sposta l'interesse dai chili alla consapevolezza di sé, all'autenticità, alla capacità di esprimersi, di trovare piacere e libertà, attraverso percorsi personalizzati volti ad attivare risorse come fiducia in se stessi, autostima, spontaneità, entusiasmo, creatività. Dove si impari a rimodellare i propri confini, ad attivare risorse latenti, a trasformare il modo in cui pensiamo noi stessi. Dove l'attenzione non sia solo sulle calorie o sull'attività fisica ma anche sul movimento interiore, sul rapporto con ciò che ci circonda.

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