Guardarsi allo specchio e…. Ri-conoscersi!

RICOSTRUIRE LA PROPRIA IMMAGINE MENTALE DOPO UN INTERVENTO POST-BARIATRICO

L’obesità è un disturbo cronico sempre più diffuso in tutte le fasce d’età e rappresenta un fattore di rischio per l’insorgere di altre patologie, come  problemi di cuore, problemi articolari, diabete, ipertensione, dislipidemia, infarto, aterosclerosi e certi tipi di cancro. Quando si parla di obesità è importante considerare anche le ricadute negative sul piano psichico e dei comportamenti alimentari, infatti tra i soggetti affetti da obesità si è rilevata un’alta incidenza di comorbilità psicologiche, in particolare sbalzi d’umore, ansia e bassa autostima e in in molti casi gravi stati depressivi. E’ importante mettere a fuoco il significato e la funzione che il comportamento alimentare e il peso hanno assunto nell’identità del paziente, talvolta la persona si iper-alimenta per gestire stati emotivi particolari,  in altri casi si corazza dietro la barriera protettiva di adipe come meccanismo difensivo o, ancora,  paradossalmente lo stato di obesità diventa funzionale per la persona ad ottenere  determinati “vantaggi” affettivi. È chiaro, quindi, come la componente psicologica sia associata ad una costellazione di variabili fisiche, psichiche e comportamentali che, se da una parte evidenziano caratteristiche comuni nelle persone con obesità, dall’altra rendono fondamentale considerare la persona nella sua unicità, trattabile solo con un intervento terapeutico multidisciplinare che tenga conto del  suo vissuto, della sua personalità e soprattutto comprendendo che funzione ha per il paziente il cibo.

Nei casi di obesità media e moderata si possono raggiungere risultati significativi attraverso un’ approccio che integri la  terapia dietologica e dietistica volta alla rieducazione alimentare ad un percorso di supporto psicologico per sostenere la motivazione al cambiamento e che aiuti il paziente a destrutturare i pensieri e le convinzioni che sottendono  i comportamenti alimentari  disfunzionali, un team multidisciplinare che accompagna il paziente verso il raggiungimento di  uno stile di vita sano e di un rapporto col cibo corretto.  Nel caso della grave obesità però, spesso questo tipo di intervento terapeutico da solo non porta a risultati soddisfacenti ed è necessario intervenire con la chirurgia bariatrica. L’intervento chirurgico è  un trattamento clinico efficace per la grave obesità (dal punto di vista biofisico), tuttavia non possiamo dare per scontato che influenzi la ripresentazione di atteggiamenti, comportamenti e aspetti umorali di una persona. Gli aspetti psicologici ed emotivi hanno un “peso” fondamentale nella riuscita dell’intervento e nel mantenimento del calo ponderale; la sola azione chirurgica non riesce, infatti, a modificare a lungo termine quei comportamenti  disfunzionali che sono stati la causa del rapporto problematico con il cibo.

Guardarsi allo specchio e Ri-Conoscersi…

Nel periodo post –operatorio emergono tante difficoltà per il paziente, che talvolta può vivere con frustrazione e stress , poichè deve affrontare un cambiamento, una nuova vita,  si guarda allo specchio e vede un corpo nuovo da gestire. Oltre alle difficoltà dovute al drastico cambiamento del comportamento alimentare ( il paziente deve re-imparare a mangiare attraverso un vero e proprio svezzamento), talvolta subentrano anche le difficoltà dovute  al riconoscersi in un corpo che dimagrisce e si modifica all’esterno, ma non nella rappresentazione mentale che la persona ha di sé stessa. La bilancia ad esempio dice che ha perso 30 kg, ma nello specchio gli occhi non vedono i kg in meno.  A volte il mancato riconoscimento dipende dalle aspettative del paziente che  non tollera la frustrazione del cambiamento graduale e vorrebbe tutto subito.  Il paziente razionalmente arriva all’intervento consapevole dell’impegno attivo  e  dei  drastici cambiamenti che obbligatoriamente dovrà mettere in atto nel lungo periodo pre e post-intervento per raggiungere l’obiettivo desiderato in termini di perdita di peso, ma inconsciamente pensava che perdere peso significasse stare meglio, sentirsi più belli, sentirsi più sicuri, se nella vita del paziente queste aspettative non si verificano e il paziente non affronta i propri stati emotivi, può facilmente riprendere peso.

Se la persona  ha accumulato peso per mettersi al riparo dagli altri, per esempio per non essere attraente e per nascondersi, può sentirsi in difficoltà con un corpo che dimagrisce ed attira attenzioni, ma ciò che destabilizza la persona non è tanto il corpo che dimagrisce, ma ciò che questo riattiva a livello emotivo, le paure o le difficoltà che in passato la persona colmava con il cibo e che adesso deve affrontare ed elaborare. Per questo motivo sia nel pre che nel post operatorio, è fondamentale che il paziente sia supportato  da un team multidisciplinare medico, dietologico-dietistico e psicologo, per sostenere il paziente nel cambiamento di vita in atto e accompagnarlo nell’attivazione delle risorse personali necessarie ad affrontare e superare gli ostacoli che possono presentarsi, proprio nella difficoltà emerge se la persona si sta realmente prendendo cura di se stessa o se ha delegato tutto il risultato all’intervento, che non è una bacchetta magica, ma solo un punto di partenza verso il proprio cambiamento, che richiede molto impegno e motivazione. Il lavoro psicologico ha come finalità quella di favorire ed incrementare il successo ed il mantenimento dei risultati ottenuti favorendo l’integrazione con la  nuova dimensione sia fisica che psicologica del paziente in ogni contesto e sfera relazionale, che, in qualche modo, incidono sull’identità della persona con obesità  che dovrà  riscoprirsi e ripensarsi creando una immagine mentale di sè coerente con la nuova condizione fisica.

G I U L I A  G R A S S I

www.ederadao.com

SARZANA [SP] Via Paganino 6

info@ederadao.com

Tel +39.347.493.7412



Condividi su